Un dipendente pubblico viene segnalato alle istituzioni quale assenteista o per qualche motivo sorgono sospetti sul suo conto. Vengono allertate le forze dell’ordine che iniziano una sorveglianza mediante telecamere all’insaputa del dipendente pubblico. Le registrazioni rivelano la sua infedeltà e il suo assenteismo. Timbra ed esce dal suo posto di lavoro andando a fare commissioni personali, timbra anche il tesserino di altri colleghi e poi esce dal posto di lavoro.Il tutto viene documentato con filmati realizzati dalle forze dell’ordine mediante telecamere nascoste.

Il normale risultato in un’azienda privata sarebbe stato il licenziamento immediato del dipendente date le prove raccolte inconfutabili.

Nel pubblico invece, con i nostri soldi, il dipendente viene sospeso e poi sarà un giudice a valutare se effettivamente ha commesso qualcosa che non va.

Se intervengono le forze dell’ordine e con le loro indagini ed i video che dimostrano il fatto commesso in modo inconfutabile non capisco che senso abbia scomodare un giudice e intasare inutilmente e tribunali italiani già pieni di lavoro.

Il dipendente pubblico in questo caso andava licenziato immediatamente gli andavano revocati come minimo gli ultimi 24 stipendi, quale risarcimento allo Stato per il grave reato commesso, e andava interdetto per sempre da qualsiasi incarico di tipo pubblico.

Invece, come è successo anche in altri casi, il dipendente è stato spesso reintegrato dal giudice nel suo posto di lavoro, con futili motivazioni, senza pagare nessun tipo di sanzione.

Un comportamento del genere danneggia tutti noi, lo Stato, disincentiva le forze dell’ordine dal fare il loro lavoro e premia le persone disoneste e si comportano in questo modo. Tutte cose da cambiare in tempi brevi se vogliamo che l’Italia migliori davvero.