Veterinari assunti dalla regione Friuli Venezia Giulia vengono sorpresi dalla guardia di finanza in orario d’ufficio a fare i fatti loro reiteratamente pur pagati da noi. Oltre a richiedere e incassare compensi per falsi straordinari mai lavorati. Tutto documentato le forze dell’ordine portano dal giudice le prove di questo reato e il giudice li “sospende” dal loro lavoro. Poi i rei richiedono la riammissione al lavoro ed il giudice la concede. I dirigenti sono costretti a fare una nuova istanza di sospensione.

Ora perché non licenziare in tronco rei e giudice che li ha riammessi al lavoro oltre a riprenderci dai loro beni e conti i nostri soldi percepiti illecitamente? E contestualmente premiare agenti della guardia di finanza che hanno aiutato a scoprire questi malfattori, così come i dirigenti che hanno denunciato questa situazione di furto di risorse pubbliche?

Abbiamo decisamente perso il senso di nazione e di tutela dei beni pubblici, concentrandoci eccessivamente e spesso scioccamente sulla tutela del lavoratore che, in casi eclatanti come questo, non merita la tutela e anzi deve essere punito in quanto reo di aver tradito la fiducia che lo stato ha riposto in lui.