Questa immagine gira su Facebook già da tempo. Ora alla già EVIDENTE considerazione che città senza ALBERI sono diventano forni disumani in estate.

Ora gli alberi interferiscono nella progettualità di diffusione e funzionamento del 5G, cioè ai 6,5 i miliardi sborsati dalle società di telecomunicazioni allo Stato per le concessioni delle frequenze. O meglio chi deve procedere con i progetti di diffusione della rete 5G deve tenere conto degli alberi.

E a tal riguardo sarebbe interessante sapere quanti amministratori comunali hanno ricevuto telefonate dai vertici delle Tel.co o del Ministero dello Sviluppo Economico per facilitare “la progettualità”. Magari un giorno qualche gola profonda inizia a parlare? “A pensare male si fa peccato ma quanto ci si piglia” recita un detto popolare.

Inoltre gli alberi ad alto fusto hanno bisogno di manutenzione, sfoltimenti periodici perché i rami che cadrebbero su automobili, persone fanno aumentare la responsabilità sugli eventuali danni. 

Insomma: crepate pure di caldo voi popolo, e toglieteci problemi a noi amministratori comunali. 

Ma chi si è occupato delle concessioni?

CARLO CALENDA all’epoca PARTITO DEMOCRATICO e successivamente Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle.
Ora prima che i soliti PRO 5G (intendo quel tipo di tecnologia attuale) pensino che io sia un GOMBLOTTISTA, NO-VAX, attivate il cervello!
Soluzioni alternative c’erano e ci sono
https://blog.micso.it/wi-fi-6-bluetooth-sidewalk/
per raggiungere gli stessi obiettivi senza abbattere gli alberi e rendere le città mostri e forni di cemento e aumentare le frequenze.
La tecnologia a tutti i costi è l’esatto OPPOSTO di chi teme la tecnologia perché non la conosce.
Lo stato Italiano, intendo i Partiti Politici che lo hanno governato, negli ultimi anni ha fatto di tutto per fare CASSA, pur di evitare di sfruttare le aste dei Buoni del Tesoro (BOT), oppure di emettere valuta a Credito.

L’illogicità di certe scelte la storia ci insegna che spesso può essere spinta da fiumi di denaro e 6,5 Miliardi sono un discreto torrente in piena di soldi.