L’ 8 ottobre 2019 parte in assoluto silenzio dei mass media nazionali l’iter per la modifica della nostra carta costituzionale al Senato. L’8 febbraio 2022 viene approvato alla camera con i 2/3 dei voti a favore, quindi si evita il referendum popolare e le modifiche divengono subito operative. In questo momento storico sembrava davvero fondamentale per le sorti della nazione Italica modificare la carta costituente? Se questo fosse andato a beneficio dei cittadini, potrebbe anche essere vero. Invece no, il nostro parlamento ha pensato bene di inserire la tutela dell’ambiente nella Costituzione Italiana, il che non è un male naturalmente, ma era questo il momento giusto per farlo? Noi pensiamo proprio di no. Si tratta sicuramente dell’ennesimo compitino imposto dall’Europa per rincorrere l’osso del PNRR (di cui abbiamo già parlato in questo articolo).

Andiamo a vedere cosa è stato modificato esattamente con l’approvazione di ben 468 voti a favore, 1 contrario e 6 astenuti (poi ci chiederemo dov’erano i 125 assenti alla camera del parlamento). Sono stati modificati 2 articoli, l’articolo 9 e l’articolo 41 nel seguente modo (in grassetto le parti nuove):

Articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

Articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Sembrerebbero modifiche migliorative, nulla di male dopo tutto. Forse sarà così ma dati i recenti provvedimenti adottati contro il popolo italiano e le imprese italiane cercheremo di fare una lettura critica di queste modifiche.

Prendiamo la prima frase che ci ha colpito è quella del articolo 9: “La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali“, bella frase rassicurante, prima non era così? Serviva metterlo in carta costituente? Serve per le prossime elezioni? O ci sono già in aria delle idee bellicose per i nostri animali da compagnia e non solo? Forse si pensa a come colpire gli allevamenti italiani? La frase aggiunta è ambigua e di dubbia utilità allo stato attuale delle cose in Italia.

La modifica del articolo 41 invece è un po’ più preoccupante, perché a volerla leggere con occhio critico potrebbe far pensare che se, per qualsiasi motivo, un’azienda privata venisse ritenuta in contrasto con la salute e l’ambiente possa subire delle ritorsioni. Anche qui ci domandiamo, perché non era già così? Serviva inserire in costituzione queste modifiche ora? A onor del vero temiamo che queste modifiche siano solo un preludio per facilitare futuri impianti legislativi perversi, tipo il certificato verde Covid-19 (vedi altro nostro articolo sul tema green pass). Senza che questi futuri impianti legislativi abbiano alcuna reale giustificazione scientifica, sanitaria o ecologica ma colpiscano le aziende private ed i cittadini. Mettendoli sotto una futura illegittima gogna legislativa sostenuta da solide fondamenta costituzionali. Quindi rendendo tali leggi più difficilmente attaccabili e contestabili.

Ad oggi le modifiche apportate alla Costituzione Italiana sono solo parole benevole che non suscitano alcun pericolo, ma guardando in prospettiva le cose con occhio critico, data l’attuale qualità della classe politica, ci fanno temere per l’Italia e il per il Popolo Italiano.