Gli ambientalisti da anni si ostinano a portare avanti politiche contro una pratica che era patrimonio dei nostri nonni.

Tutti andavano a far legna e a prendere sassi e ghiaia per costruire le case nei fiumi. Pratica diffusissima fra i nostri nonni, quante case italiane sono state costruite con sassi e ghiaia dei fiumi! Quanti si sono scaldati e hanno utilizzato le legna che naturalmente crescono nei letti dei fiumi italiano. Ma ad un certo punto un colpo di genio!

Gli ambientalisti hanno detto no a questa pratica barbara di impoverimento dei fiumi, hanno spinto e ottenuto le leggi per cui oggi è illegale farlo a meno di non aver specifiche concessioni. Risultato la ghiaia e i sassi si pagano a chi ha le concessioni e i fiumi somigliano sempre più a piccoli boschi. Dopo un po’ di siccità inizia il periodo delle piogge e ci si stupisce se i fiumi esondano, abbattono ponti e fanno danni notevoli a volte purtroppo facendo anche morti.

Tralasciamo per il momento al fatto che si è scioccamente costruito dove non si dovrebbe farlo dato che, storicamente, ci passa l’acqua. Ma quando l’acqua non c’è perché non costruire?!

Se invece di chiederci come mai succede, parlando di dissesto idrogeologico, tornassimo al buonsenso dei nostri nonni forse queste cose non accadrebbero e avremmo anche un piacevole ritorno economico tutti.