Alla vigilia di Natale, con un certo straniamento, abbiamo letto l’intervista all’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi. Al suo interno si parla di politica estera, aspetti marginali e secondari, ma leggendo alcune frasi riportate si viene assaliti da una sensazione fra l’agghiacciante e il comico.

Diritto di poter scegliere cosa fare

Afferma di voler fare il nonno ora ed esercitare il suo “diritto di poter scegliere cosa fare”, di non essere interessato a incarichi politici o istituzionali. Due frasi piuttosto tragicomiche dal momento che lui è stato il primo a togliere il diritto di poter scegliere cosa fare al popolo italiano (vedi lasciapassare verde e obbligo vaccinale). Ha cercato incarichi politici e istituzionali che fossero dotati di immunità, ma gli sono stati tutti rifiutati e quindi ha dovuto rassegnarsi alla dura realtà di chi lo ha ripagato con un semplice premio carpiforme simbolico ed una pacca sulla spalla per il lavoro svolto a danno del nostro paese, ma a favore di altri.

Completare il lavoro

Altro passaggio comico quando afferma che sarebbe rimasto volentieri a completare il lavoro, ma non gli è stato consentito. Ci piacerebbe chiedergli allora perché si sia dimesso se era così interessato a completare “il lavoro”. Così come ci piacerebbe sapere a quale lavoro si riferisca, dal momento che al suo insediamento ha dichiarato di “avere un’agenda”, scritta da chi? Per fare quale lavoro?
Dopo uno sbrodolamento di numeri tendenziosi ed artefatti ha anche il coraggio di affermare che con le misure del suo governo è stato “azzerato il carovita sulle famiglie più povere”, dev’essere sicuramente per questo motivo che le file di persone in attesa alla mensa delle Caritas aumentano ogni giorno e parliamo di italiani non di immigrati clandestini.

Guerra in Ucraina

Sul passaggio al “sostegno immediato e convinto all’Ucraina” c’è un enorme omissis, da queste poche righe che lo dipingono come un salvatore giallo blu, ci si dimentica che ha fornito armamenti all’Ucraina che non hanno fatto altro che generare morte e il protrarsi del conflitto, senza per altro alcuna giustificazione a livello giuridico internazionale dal momento che l’Ucraina non fa parte dell’UE o della NATO. Quando sarebbe stato sicuramente più utile stemperare i toni, spingere per un tavolo di discussione per la pace e all’occorrenza aiutare chi scappava dalle zone del conflitto a fuoco. Ma questo sicuramente non era la sua filosofia da Primo Ministro.

L’Italia in Europa

Proseguendo afferma che “l’Italia può essere un paese guida in Europa” il che facilmente fa intuire che attualmente non lo è e probabilmente non lo è mai stato.

Confronto ispirato al dialogo

Parlando dell’attuale governo raccomanda “un confronto ispirato al dialogo, all’ascolto, alla disponibilità” il che ci fa venire in mente subito le immagini dello sgombero violento del porto di Trieste, chiaro esempio del Governo Draghi di un confronto ispirato al dialogo, all’ascolto e alla disponibilità.

La pace sociale

Quando poi afferma che con il suo governo “abbiamo preservato la pace sociale” ci vengono in mente le sue conferenze stampa nettamente divisive da cui è la tristemente famosa le frase “non ti vaccini, ti ammali, muori” o gli studenti fatti malmenare per aver manifestato per un loro compagno.
Ricordiamo inoltre le irruzioni delle forze dell’ordine nei locali pubblici inviate appositamente a controllare un lasciapassare verde, privo di qualsiasi fondamento scientifico ma di sicuro danno sociale ed economico.

La verità

L’unica cosa forse davvero reale di tutta l’intervista è l’ultima frase in cui Mario Draghi afferma con una citazione “quando potremo raccontare la verità non ce la ricorderemo più” il che ci fa capire che probabilmente ammette anche di non raccontarci oggi la verità, chissà se mai potrà o riuscirà a raccontarcela davvero, ammesso che voglia farlo.